Non sono un estimatore di coloro che nel loro normale discorrere infilano termini inglesi tipo:
Miss understanding, effort, gain, problem solving, teenager, meeting e via così…., anzi mi viene una specie di nervoso che mi spinge a prendere una mazza da baseball (per rimanere nel contesto anglofano), e sistemarli una volta per tutte.
Gli ho osservati, sono i classici “fighetti” moderatamente brillanti che utilizzano questa fraseologia comune in maniera automatica, senza magari avere una conoscenza reale della lingua inglese, i paninari uniformati del 2000. Come se il poter a volte mettere in difficoltà l’interlocutore sia un rafforzativo della propria cultura.
Lo considero come indossare giacca e cravatta per andare al mare, sempre elegante ma altamente fuori contesto.
Fatti due conti però, non possiamo picchiarli o tentare la loro estinzione, e risulta un dato di fatto che conoscere l’inglese è ormai diventato assolutamente necessario.
Da qui l’idea di tradurre i miei post in lingua inglese, tenendo presente che:
1. Non conosco a tal livello la lingua in oggetto.
2. Non è per me conveniente pagare uno specialista del settore.
Detto ciò, da buon italiano devo trovare una soluzione accettabile dalla moltitudine, ma forse non particolarmente gradita dai linguisti. Sono diventato un “fighetto”, dovrei prendermi a mazzate!
Si può usare il famoso strumento per le lingue di google, gratuito e semplice ma trattandosi di una traduzione automatizzata non è mai paragonabile al lavoro di un traduttore in carne ed ossa.
In poche parole funziona così: si inseriscono nel computer miliardi di parole o esempi di traduzione umane, applicando tecniche di apprendimento statistiche per creare un modello di traduzione.
Fatto ciò intervengo io (e qui il problema è insuperabile per ora!!!), per cercare di dare un senso compiuto a quanto prodotto dal sistema.
Credo che sia meglio comunicare male che non farlo per niente, e che il concetto sia acquisibile anche in forma “claudicante”, fermo restando l’intento giornaliero di migliorare un qualcosa necessario per raggiungere lo scopo di scambio e conoscenza mondiale.
Alessandro
