Ho deciso di lasciare in una singola pagina il mio primo post, perché rappresenta le motivazioni e il mio modo di intendere tutto questo. Sarà per me un dolce e piacevole ricordo, per i nuovi lettori un messaggio di benvenuto.
Un bel respiro, uno due e tre ed iniziamo.
Il primo post del mio primo blog.
Ansia no, timore no, sensazione di aver aspettato tanto prima di dire qualcosa, prima di attirare l’attenzione degli altri, prima di rompere quella vetrina con il sasso che abbiamo in mano da anni.
Faccio parte della schiera delle persone che danno grande importanza alle parole, coloro che si chiedono se la forma scritta usata sia priva di errori grammaticali sfuggiti, priva di banalità o concetti triti ritriti; ma anche di coloro che hanno la speranza, il desiderio e la forza di muoversi per cambiare quello che non ci fornisce “succo vitale” per andare avanti.
Sono fermamente convinto che una buona rotta futura sia tracciata da tante buone scelte quotidiane, ricercatore di SODDISFAZIONE come sinonimo di GRATIFICAZIONE, termine contrario di frustrazione. Un avvenimento costituito dalla scarica dell’energia pulsionale, che come asserito da Freud sarebbe la scarica di tutta la vita psichica.
Leggevo con curiosità, che i blog di successo sono sempre coerenti con il tema scelto dall’autore, quindi regola fondamentale non divagare troppo, ma tenere sempre presente l’argomento master, io non ho un’idea principale, non ho un campo su cui considerarmi esperto, o meglio non più di una moltitudine di persone. Parleremo di persone, lavoro, amore, odio, cercheremo le sfumature dell’anima.
Cosa vuol dire di successo? Avere tante persone che leggono le nostre elucubrazioni mentali? Ricavare un guadagno aggiuntivo dal fare blog? Avere 5000 persone che condividono le nostre idee?
Io non credo o meglio non sono convinto, voglio provare sensazioni, sentire l’adrenalina che sale, fare la cosa sbagliata al momento giusto: la liberazione di alzarsi e dire quello che si pensa al capetto di turno, che si crede un duro accecato da un potere che non riesce a gestire, scrivere un mail all’amministratore delegato e raccontargli come sono buttati i soldi degli investitori, entrare negli occhi e nel cuore delle persone per apprendere la loro essenza, lavorare duramente per raggiungere un obiettivo; essere produttivi, costruire qualcosa con le proprie mani, aiutare chi ha bisogno o pagare il mutuo ogni santo mese pensando mancano solo 479 Rate, 39 anni e undici mesi.
Dovrei essere più sereno e mi dicono lamentarmi meno, ricordarmi sempre di chi non ha avuto nessun tipo di buona sorte per rimanere con i piedi per terra, e guardare coloro che sono stati più fortunati per migliorarsi.
Solo questo, o meglio tutto questo meriterebbe un approfondimento e un confronto tra persone, un riuscire a guardare la realtà da diverse angolazioni e prospettive, per essere tutti più aderenti alla realtà.
Sensitive Seekers: cercatori sensibili, perché nel cercare siamo tutti uguali, cambia l’intensità ma tutti vogliamo ottenere qualcosa cha al momento non è alla nostra portata, e partire verso un altro desiderio.
Il mio Blog avrà questa struttura, duttile, modificabile e implementabile da tutti quelli che vorranno partecipare nel rispetto delle regole di pacifica convivenza. Voglio vedere dove mi porterà, e capire se una persona riservata come me, potrà realmente condividere i propri pensieri emozionali, storie di vita presente passata e futura nel mondo virtuale.
Questo è il mio primo faticoso passo verso di Voi.
Alessandro